Dal 6 aprile 2025 il Regno Unito ha cambiato il modo di tassare chi arriva dall’estero. Ecco cosa prevede la riforma e perché conviene valutarla prima del trasferimento, non dopo.
Dalla remittance basis alla residenza fiscale
Per decenni chi risiedeva nel Regno Unito ma aveva il proprio “domicilio” altrove poteva scegliere la remittance basis: pagava le imposte britanniche sui redditi esteri solo se li portava nel Paese. Dal 6 aprile 2025 la remittance basis è abolita e il sistema si fonda sulla residenza fiscale: tutti i residenti sono tassati sui redditi e sulle plusvalenze mondiali nel momento in cui maturano. Questo vale per le imposte sul reddito e sulle plusvalenze: per l’imposta di successione, come vedremo, le regole sono diverse.
Per un imprenditore che sposta la propria vita, e magari parte della propria attività, nel Regno Unito, il punto di partenza è cambiato. Non conta più se il denaro entra nel Paese, conta dove si è residenti.
Il regime FIG: quattro anni di agevolazioni
La riforma ha introdotto per i nuovi arrivati il Foreign Income and Gains (FIG) regime. Ne ha diritto chi si trova in uno dei primi quattro anni di residenza dopo almeno dieci anni fiscali consecutivi di non residenza, purché non sia membro della Camera dei Comuni o dei Lord. Non contano cittadinanza o domicilio: decide la storia di residenza, accertata con la Statutory Residence Test.
Sugli importi per cui il relief viene richiesto non si applica alcuna imposta britannica, nemmeno se il denaro viene portato nel Regno Unito. L’agevolazione però non è automatica: deve essere richiesta nella dichiarazione relativa a ciascun anno in cui si intende utilizzarla. Gli anni non utilizzati non si recuperano. La richiesta per i redditi esteri e quella per le plusvalenze estere si effettuano nelle rispettive sezioni del modulo SA109 (box 28 e box 29).
Cosa significa per chi fa impresa
Il FIG regime può coprire, tra l’altro, i profitti di un’attività svolta interamente fuori dal Regno Unito. Per chi mantiene un’azienda in Italia o altrove e si trasferisce, la struttura dell’attività e la sua localizzazione diventano quindi determinanti.
Il reddito da lavoro dipendente segue un’altra strada: per i redditi da lavoro svolto all’estero esiste l’Overseas Workday Relief (OWR). Secondo le note HMRC al modulo SA109 serve prima un’elezione, poi la richiesta. Il relief è pari al minore tra il 30% del reddito qualificante e 300.000 sterline, e chi fa l’elezione perde, per quell’anno, il personal allowance e l’esenzione annua sulle plusvalenze.
Chi era già “non-dom”: la finestra della TRF
Chi ha usato la remittance basis in passato può ricorrere alla Temporary Repatriation Facility. Il regime dura tre anni dal 6 aprile 2025, con aliquote del 12% per il 2025/26 e il 2026/27 e del 15% per il 2027/28. Dopo l’elezione si designano gli importi. Una volta pagata l’imposta, il resto può rientrare nel Regno Unito senza ulteriori oneri. Designare non significa trasferire subito. La finestra si chiude il 5 aprile 2028. Siamo già nell’anno fiscale 2026/27, quindi il 12% è ancora disponibile, ma fino al 5 aprile 2027.
Successione: un tema da non sottovalutare
Dal 6 aprile 2025 i beni situati fuori dal Regno Unito rientrano nell’imposta di successione se la persona è stata residente per almeno 10 degli ultimi 20 anni fiscali (long-term residence). Dopo l’uscita l’esposizione continua per una “coda” da un minimo di tre anni fino a dieci, in base agli anni di residenza. Per chi era già non domiciliato sono previste disposizioni transitorie. Ogni caso va quindi valutato singolarmente.
Per chi ha un’impresa c’è inoltre una novità del 2026. Dall’aprile 2026 l’agevolazione al 100% per i beni aziendali e agricoli è limitata a una soglia, portata a 2,5 milioni di sterline con l’annuncio del 23 dicembre 2025; oltre la soglia il relief è del 50%. La soglia è trasferibile tra coniugi e partner civili. Per chi pianifica il passaggio generazionale di un’impresa familiare, è un aspetto da valutare fin dall’inizio.
Gli adempimenti: la precisione conta
I residenti devono dichiarare a HMRC tutti i redditi e le plusvalenze, britannici ed esteri, e gli errori possono generare imposte inattese. Il modulo SA109 si allega alla dichiarazione SA100. Per presentarlo online serve un software commerciale compatibile o un agente abilitato, e non va inviato come allegato elettronico. Il Regno Unito ha una convenzione contro le doppie imposizioni con l’Italia, ma va coordinata con la posizione fiscale italiana, che merita un’analisi a sé.
In sintesi
Il nuovo sistema è più lineare ma meno indulgente. Offre quattro anni di agevolazioni a chi arriva, e il momento dell’ingresso e l’assetto dell’impresa incidono sul risultato. Per chi era già residente ci sono finestre temporali che si stanno chiudendo. La successione richiede una pianificazione di lungo periodo.
Contenuto informativo di carattere generale, aggiornato a settembre 2026 sulla base delle indicazioni HMRC (pagina GOV.UK del modulo SA109 aggiornata il 28 settembre 2026). Non costituisce consulenza fiscale.
Per valutare la vostra situazione, contattate il team di Prime Advisory UK.
