1° PUNTATA.
A cura del dott. Diego Occari ACA TEP PAN – Prime Advisory UK Ltd
Email: london@primeadvisory.eu.
Sono molti gli italiani che hanno beni nel Regno Unito e che sono soggetti all’applicazione della imposta sulle successioni e donazioni inglese. Si tratta di una tematica complessa su cui con il presente contributo e con una serie di successivi brevi articoli il nostro Studio intende fare “informazione”; invitando chi fosse interessato, a prendere contatto con i nostri Uffici di Londra, Milano, Padova e Pisa, al cui interno operano specialisti in successioni internazionali qualificati Full Member della STEP.
Di seguito dunque, forniamo un primo quadro introduttivo sulla IHT, sui soggetti di imposta e sulla base imponibile.
1.1 Introduzione
Nel Regno Unito, l’imposta di successione (IHT) è stata introdotta nella legge finanziaria del 1986 ed è in vigore dal mese di marzo dello stesso anno. Nello specifico l’IHT ha sostituito l’imposta sul trasferimento di capitale. La disciplina di riferimento in materia di IHT è contenuta nell’Inheritance Tax Act del 1984.
IHT rappresenta meno dell’1% delle entrate totali del governo, portando circa 5,5 miliardi di sterline. Ciò è in parte dovuto a una generosa serie di sgravi fiscali di successione e anche perché, con una pianificazione fiscale ragionevole, l’IHT può essere una imposta facilmente evitabile. Secondo HMRC, tra il 4% e il 5% delle proprietà paga IHT. Negli ultimi anni ci sono state molte speculazioni sulla stampa su una possibile revisione del sistema fiscale di successione. Tuttavia, le regole così come esistono oggi non sono cambiate in modo significativo dalla metà degli anni ’80.
1.2 Sezione 1 IHTA 1984
5.1 L’Inheritance Tax Act del 1984 dispone che “l’imposta di successione è addebitata sul valore trasferito mediante un trasferimento imponibile”. Il valore trasferito ai fini IHT è misurato secondo il principio dell’“impoverimento del donatore”. In base al quale se un individuo dona un bene, il valore del suo patrimonio si viene a ridurre. L’importo di tale riduzione è dunque definito ” impoverimento del donatore ” (IHTA 1984, s.1).
Nello specifico, ai fini della IHT, si potrà generare un “trasferimento imponibile” qualora:
- avvenga una donazione in vita; oppure
- avvenga un trasferimento di beni per mortis causa.
Dunque la IHT non è una imposta applicabile soltanto al momento della morte di una persona, ma anche in caso di donazioni fatte durante la vita. E nello specifico, se un individuo fa un regalo a vita, il valore trasferito da quel regalo a seconda del caso può essere assoggettato a IHT.
1.3 Domicilio
Va anzitutto chiarito che le persone fisiche domiciliate nel Regno Unito sono soggette all’applicazione dell’IHT sui trasferimenti di tutti i beni in tutto il mondo, ovunque si trovino. Mentre le persone fisiche domiciliate al di fuori del Regno Unito sono responsabili nei confronti dell’IHT solo per i trasferimenti dei loro beni nel Regno Unito.
Se una persona non domiciliata possiede beni che si trovano al di fuori del Regno Unito, tali beni sono “beni esclusi” dal campo di applicazione dell’imposta; con la conseguenza che i trasferimenti di beni esclusi sono ignorati ai fini IHT. Il concetto di domicilio è molto importante per l’applicazione della IHT mentre lo stato di residenza di un individuo è in gran parte insignificante (IHTA 1984, s.6).
1.4 Trasferimenti ignorati per IHT
La legislazione in materia di IHT contiene un elenco di trasferimenti (o “disposizioni”) che vengono ignorati ai fini dell’imposta di successione. Nello specifico i principali casi sono i seguenti.
Se un individuo fa un regalo senza alcun “intento di liberalità”, tale regalo viene ignorato ai fini IHT. Pertanto, se un individuo stipula un atto di trasferimento di beni con una persona estranea, ma a seguito di tale transazione il valore del suo patrimonio complessivo diminuisce, e però l’operazione non si giustifica come una liberalità, tale atto non è rilevante ai fini della IHT. Un donatore deve deliberatamente intendere fare una donazione al fine di effettuare un trasferimento di valore ai fini IHT. Le vere vendite scontate o che prevedono omaggi dunque non rientrano nel campo dell’applicazione dell’imposta (IHTA 1984, s.10).
Le spese per il mantenimento della famiglia di un individuo non sono trattate come un trasferimento di valore per l’applicazione della IHT, anche se il patrimonio del donatore dovesse risultare ridotto a seguito della donazione. Ad esempio, se un padre paga le tasse scolastiche per conto dei propri figli, o se un individuo provvede ad accudire un parente a carico o un ex coniuge, tali disposizioni vengono ignorate per l’imposta di successione (IHTA 1984, s.11).
Se un individuo rinuncia al proprio diritto a ricevere una remunerazione da un datore di lavoro o rimborsa qualsiasi importo della remunerazione, non viene considerato come un trasferimento di valore ai fini IHT. Allo stesso modo, se un azionista rinuncia al proprio diritto al dividendo entro 12 mesi prima che tale diritto gli sia maturato, anche questo non viene preso in considerazione (IHTA 1984, ss.14-15).
1.5 Il principio dell’impoverimento del donatore.
Quando si misura il valore trasferito ai fini della IHT, dobbiamo considerare la perdita del patrimonio del donatore a seguito del trasferimento. È importante rendersi conto che ciò che il donatore perde a causa di un dono non è sempre uguale a ciò che riceve il donatario.
Per misurare la perdita per il donatore, iniziamo prendendo il valore del patrimonio del donatore, ovvero il valore del patrimonio totale del donatore, prima che effettui la donazione. Quindi deduciamo il valore del patrimonio del donatore dopo il dono e la differenza tra i due numeri è l’impoverimento del donatore (IHTA 1984, s.3).
1.6 Le regole sulla “Proprietà correlata”
Esistono regole speciali per valutare il valore ai fini della tassazione di una proprietà se esiste un’altra proprietà che è “correlata” ad essa (IHTA 1984, s.161).
In generale, i beni correlati sono beni simili di proprietà di un coniuge o di un partner civile.
Le regole sulla proprietà correlata si applicheranno quando un bene ha un valore maggiore di quello che avrebbe, per il fatto di essere collegato ad un’altra proprietà, che appartiene ad un coniuge o ad un partner civile.
Dunque se il bene venduto ha un valore più alto di quello individuale, perché è correlato ad altri beni che appartengono ad esempio al coniuge, si misura il patrimonio del donatore a valori maggiori tenendo conto delle correlazioni e si determina il depauperamento sottraendo i beni trasferiti al maggior valore della correlazione¹.
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Sperando che queste prime informazioni siano state di tue interesse, ti invitiamo a consultare le altre pubblicazioni sul tema che potrai trovare sul nostro sito internet ed a contattarci per ogni necessità, senza impegno, al nostro recapito london@primeadvisory.eu.
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¹In sintesi, nei casi in cui il bene donato abbia beni ad esso correlati, per misurare l’impoverimento del donatore a seguito di un trasferimento, si procede come segue:
A) si determina un primo valore composto come segue:
– per prima cosa si valuta il valore del bene nel patrimonio del donatore prima del trasferimento su base autonoma;
– successivamente si confronta tale valore con il valore del bene nel patrimonio del donatore prima del trasferimento, tenendo conto di qualsiasi proprietà correlata.
A questo punto si prende il PIÙ ALTO di questi due valori (e lo si chiama “A”).
B) si procede:
a valutare il bene nel patrimonio del donatore dopo il trasferimento su base autonoma; e
– a confrontalo con il valore del bene nel patrimonio del donatore dopo il trasferimento, tenendo conto di qualsiasi proprietà correlata.
Al termine si prende il PIÙ ALTO di questi due valori (e lo si chiama “B”).
Il trasferimento di valore ai fini IHT è A meno B.
